martedì 18 settembre 2012

Trent'anni metropolitani a Londra

No, purtroppo non ho vissuto trent'anni a Londra, però ho festeggiato lì il mio trentesimo compleanno! Ci ho passato un fantastico week-end e, visto che mi piace camminare, la sfida di sabato è stata fare un bel giro senza prendere la Tube. Idea bizzarra che mi ha procurato grandi dolori ai piedi (su cui non mi soffermerò) e mi ha convinto che Londra non sarebbe Londra senza la sua metropolitana, che in un certo senso è uno strato della città, ne fa parte.
La metropolitana è inestricabilmente legata alla sua mappa, nella nostra testa le due cose diventano quasi una sola.


Ed è incredibilmente semplice da usare! Davanti al cartellone, mentre tutti mi dribblavano e mi dicevano sorry, sono riuscita a capire in fretta come andare dove volevo andare. Un miracolo, considerando la mia inettitudine nel consultare le cartine. Per il quale, a quanto pare, devo ringraziare Harry Beck, disegnatore di circuiti elettrici per professione ma evidentemente appassionato di grovigli in genere. La sua intuizione è consistita nel modificare la mappa tradizionale, molto fedele al territorio, per favorirne la leggibilità. L'ordine delle stazioni su ogni linea è stato mantenuto, così come il modo in cui le linee incrociano il Tamigi. Ma i percorsi sono stati "raddrizzati", e tratti più brevi sulla mappa non corrispondono più necessariamente a tratti realmente più brevi. In altre parole, la mappa preserva gli aspetti topologici, come l'ordine delle stazioni, e tralascia quelli metrici, come le curvature e le distanze. Questa è una tecnica molto usata in matematica quando si vogliono studiare le proprietà fondamentali di un oggetto geometrico senza perdersi nei dettagli, ed è stata una piacevole sorpresa vederla applicata anche in un aspetto della vita di tutti i giorni.
E se avessimo fretta e volessimo trovare il percorso più breve? La mappa di Beck va bene per capire le connessioni tra le stazioni, ma in questo caso non può aiutarci. (Anche se molti ci cascano.) Recentemente Tom Carden, un designer appassionato di matematica, ha proposto una soluzione alternativa: una mappa diversa in ogni stazione, che traduce in lunghezza la quantità di tempo necessaria per raggiungere le altre. Che ne pensate?

6 commenti:

  1. 1) adoro questo blog...temevo fosse un po' palloso visto l'argomento e invece promette benissimo!
    2) adoro questo blog anche perché è proprio tuo...è il tuo modo di esprimerti e giardare il mondo...perché non mandi un po' di cv tipo a Focus e giornali così? dovresti fare la giornalista di divulgazione scientifica
    3)evviva la tube!!!

    RispondiElimina
  2. (google mi tratta come un robot: mi chiede di leggere caratteri illegibili per postare i commenti, io non ci prendo mai e allora poi finisce che faccio 10 tentativi prima di scriverti...forse sono un robot e non lo so)

    RispondiElimina
  3. Evviva! Evviva la nuova collega!

    RispondiElimina
  4. Quindi, amica blogger, scriviamo o no? Bacio!

    RispondiElimina